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Tuesday, March 25, 2014

Pensieri di economia

Premesso che non ho conoscenze specifiche di economia, quindi non so se quello che sto per scrivere sia gia' stato abbondantemente sviluppato e discusso dagli addetti ai lavori, oppure costituisca un insieme di baggianate, vorrei condividere alcune considerazioni su un argomento che mi ha di recente incuriosito, cioe' la tassazione delle rendite finanziarie. E' stata recentemente portata dal 20% al 26%, ma qual'e' una tassazione adeguata?
Se un imprenditore investe una certa quantita' di denaro in un'attivita' produttiva, presumibilmente generera' una certa quantita' di ricchezza, che chiamero' Ricchezza Prodotta. Di questa ricchezza prodotta una parte andra' all'imprenditore come ritorno del proprio investimento, e sulla quale paghera' delle tasse, mentre una parte verra' distribuita come retribuzione dei suoi impiegati, come attivita' dell'indotto, e cosi' via. Questa ricchezza la chiamero' Ricchezza Distribuita. Considerando invece un imprenditore che investe nella finanza, il suo investimento generera' una ricchezza che, in funzione del tipo di investimento, potra' generare una certa quantita' di ricchezza distribuita, ma sara' soprattutto a beneficio dell'investitore. A questo punto qual'e' la tassazione piu' equa? Le tasse sono il contributo di ciascuno al bene della collettivita'. In base a questo principio occorrerebbe calcolare una percentuale media della ricchezza distribuita rispetto alla ricchezza prodotta per l'investitore in attivita' produttive e aggiungere la quota di tasse pagate sul guadagno proprio. La quntita' cosi' ottenuta potrebbe essere un buon parametro per definire una tassazione congrua per le rendite finanziarie, e un buon incentivo per gli investitori a investire in attivita' produttive.

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