Adesso si spiega la dichiarazione di Moretti, che subito dopo la sfuriata sul taglio degli stipendi ai manager pubblici, aveva fatto un mezzo dietro front, e con tono molto piu' pacato aveva affermato di avere fiducia in Renzi. Probabilmente aveva ricevuto qualche telefonata che lo rassicurava sul suo futuro stipendio, come infatti e' successo. Questo episodio porta ad alcune considerazioni. La prima e' che a Moretti non importava ne' importa assolutamente nulla del successo delle aziende pubbliche. Se in linea con la sua prima dichiarazione fosse stato davvero preoccupato del calo della qualita' dei dirigenti perche' i migliori sarebbero andati all'estero, una rassicurazione sul proprio stipendio non gli avrebbe fatto cambiare idea. La seconda considerazione e' sulle sue effettive capacita' di gestire una societa' come Finmeccanica. Una cosa e' gestire un'azienda pubblica che opera in regime di monopolio sul mercato nazionale, un'altra e' amministrare una multinazionale che deve lottare ongni giorno contro colossi di rilevanza mondiale, potenti e molto ben organizzati. Non conosco lo stato finanziario delle ferrovie dello stato, pardon, di Trenitalia, quindi non mi pronuncio in proposito, ma se devo dare un giudizio dell'azienda sulla base della qualita' di uno dei suoi prodotti che conosco bene - il trasporto locale - mi sento di dire che su un mercato libero le sarebbe molto difficile riuscire a sopravvivere.
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