I tanti discorsi di questi giorni mi hanno fatto riflettere sulla situazione del lavoro in Italia e sulle soluzioni che i vari personaggi che si sono alternati sui vari palchi hanno proposto. Di lavoro in Italia ce n'e' poco, e questo purtroppo e' risaputo, ma bisogna anche chiedersi quali sono le ragioni di questa carenza. Alcuni dei personaggi di cui sopra tuonavano dal palco che essendo il lavoro un diritto, il governo ha il dovere di creare posti di lavoro. Questo concetto e' alquanto discutibile, perche' il governo non e' un'azienda che genera guadagni per sostenersi. Il governo si sostiene grazie alla tasse pagate dai cittadini ed usa, o dovrebbe usare, tali soldi per produrre servizi ai cittadini nel modo piu' efficiente possibile, cioe' riducendo al minimo indispensabile il numero di persone che impiega. I posti di lavoro non si creano per decreto, ma creando le condizioni affinche' le aziende possano operare sul mercato, in modo che i posti di lavoro non siano fittizi, ma creino effettiva ricchezza, contribuendo allo sviluppo dell'economia e quindi a creare altro lavoro. Ogni posto di lavoro creato non per soddisfare una effettiva necessita' o richiesta del mercato ma con il solo obiettivo di occupare qualcuno, porta un beneficio limitato ad un ristretto gruppo, ma sottrae preziose risorse alla creazione di posti di lavoro 'veri', che generano ricchezza, creando le condizioni per futura disoccupazione. Il dovere del governo e' di creare le condizioni per favorire lo sviluppo delle imprese, e quindi del lavoro, tramite politiche fiscali, creazione di infrastrutture, attivita' di promozione e in Italia, purtroppo, anche lotta alla crimunalita'.
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